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IZS UM 04/21 RC

ALLEVAMENTO SUINO E ANTIBIOTICO RESISTENZA NEI SUOLI AGRARI OCCURRENCE OF RESISTANCE GENES IN AMENDED SOILS (CRESCENDO)

Responsabile scientificoChiara Francesca Magistrali

Area tematica: Sanità animale

Parole chiave: suolo, antibiotico-resistenza, suino

Razionale del progetto

L’Agenzia Europea del farmaco, EMA, ha recentemente classificato le molecole usate in medicina veterinaria in diverse classi di rischio, che devono essere tenute in considerazione all’atto della prescrizione (1). La categorizzazione si basa sulla necessità di preservare l’efficacia degli antibiotici e tiene conto dell’importanza relativa delle molecole per la cura delle malattie, della via di somministrazione prevalente e dello sviluppo di resistenze (AR), in particolare verso le classi di antimicrobici considerate d’importanza critica per l’uomo.

In queste valutazioni viene tuttavia omesso il ruolo dell’ambiente, che rappresenta una fonte di trasmissione di germi antibiotico-resistenti per l’uomo attraverso la contaminazione delle acque e dei vegetali (2,3). Infatti, una parte degli antibiotici somministrati in allevamento vengono eliminati in forma attiva attraverso le deiezioni e le urine. Questi, attraverso i reflui zootecnici, sono disseminati nei suoli agricoli attraverso pratiche di spandimento e ammendamento. Nelle deiezioni, nei reflui e infine nel suolo gli antibiotici e i loro residui attivi determinano una pressione selettiva sui microrganismi in grado di indurre la persistenza e la diffusione di determinanti di resistenza antimicrobica (ARG) (4). Tuttavia, tale effetto non è costante, ma dipende da una serie di fattori, tra i quali il tipo di suolo, la molecola, le caratteristiche dello spandimento e del microbiota residente (5).

Uno studio precedente condotto dallo stesso gruppo di ricerca (RC IZSUM 003 2018) ha confermato come alcune classi di antibiotici largamente utilizzate negli allevamenti suini italiani, come i beta lattamici, non rappresentino un rischio rilevante per l’ambiente, in quanto rapidamente degradate. Altre molecole, come il florfenicolo, non costituiscono un rischio in sé, ma attraverso i loro prodotti di degradazione (florfenicol ammina), oppure altri farmaci possono essere “immagazzinati” nell’ambiente sotto forma di metaboliti (N-acetil derivati dei sulfamidici).  Questi aspetti sono spesso trascurati in letteratura.