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IZS UM 02/21 RC

WILDSENTINEL-2021. UTILIZZO DELLE CARATTERISTICHE DI SINANTROPISMO DELLA FAUNA SELVATICA COME SENTINELLA AMBIENTALE: ZOONOSI EMERGENTI E CONTAMINAZIONE AMBIENTALE NEI TERRITORI DI CAMPANIA, UMBRIA E MARCHE

Responsabile scientifico: Marco Gobbi

Area tematica: Sanità animale

Parole chiave: AMR, inquinamento, ambiente

Razionale del progetto

La One Health è un approccio volto a raggiungere la salute globale sulla base dell’intima relazione che esiste tra la salute della popolazione, la salute degli animali e l’ambiente in cui entrambi vivono, considerando l’ampio spettro di determinanti che possono scaturire dai rapporti tra questi tre insiemi. La definizione One Health è stata coniata nel 2004 nella conferenza indetta dalla Wild Conservation Society (Manhattan principles), è stata fino ad oggi applicata principalmente alla salute animale, alla sicurezza degli alimenti, alle epidemie zoonotiche e all’antibiotico-resistenza. Tuttavia, si tratta di un approccio che va preso in considerazione anche per quanto riguarda anche l’inquinamento delle risorse naturali e la distruzione della biodiversità, la progettazione urbana e la pianificazione territoriale, produttiva e dei trasporti, e la messa a frutto delle potenzialità tecnologiche e informatiche per salvaguardare l’integrità del pianeta. È ormai chiaro da anni che l'emergere e la diffusione di patogeni zoonotici e resistenti ai farmaci negli ambienti naturali è una delle principali preoccupazioni a livello sanitario globale, che porta a gravi implicazioni per la salute umana e animale. Tale contesto si inserisce nel fenomeno di rewilding che colpisce gran parte del territorio Europeo, complice l’abbandono delle attività rurali che ha favorito la proliferazione di alcune specie selvatiche, che arrivano ormai a popolare territori periurbani e urbani e a sviluppare un elevato sinantropismo. La fauna sinantropica viene quindi sempre più arricchita da specie animali che si adattano a vivere in ambienti altamente antropizzati. Non solo roditori, colombi o altri animali con cui siamo ormai abituati a convivere, ma anche ungulati e i loro predatori, animali che un tempo fuggivano gli habitat umani e che si sono adeguati a nuove fonti trofiche. Le popolazioni selvatiche che popolano i nostri territori variano anche in relazione al cambiamento climatico, con specie che proliferano o che semplicemente sostano più frequentemente durante le rotte migratorie.

Pur non entrando in contatto in maniera diretta con farmaci, la popolazione selvatica può essere infettata da batteri o specie fungine resistenti ai farmaci attraverso l'acquisizione da fonti umane, agricoltura e ambienti contaminati. Possono così fungere da reservoir, vettori e bioindicatori di agenti patogeni, alcuni con spiccato potere zoonotico, e possono quindi veicolare geni di AMR nell'ambiente.

L’AMR è un problema globale che minaccia la nostra capacità di trattare con successo le infezioni batteriche, tuttavia, pur essendo più impellente per gli antibiotici e gli agenti antimicrobici antibatterici sintetici, anche gli antimicotici, gli antiparassitari e gli antivirali sono soggetti a fenomeni di resistenza. 

D’altro canto, i contaminati organici persistenti (POPs) – Policlorobifenili (PCBs); Ritardanti di Fiamma Bromurati (BFRs) tra cui polibromodifenil eteri (PBDE) ed esabromociclododecani (HBCDs), e Sostanze Perfluoroalchiliche (PFAS) –possono essere accumulati nei tessuti animali e globalmente redistribuiti attraverso l'atmosfera anche nelle aree più remote dove non sono identificabili sorgenti puntuali.

In questo contesto si inseriscono i Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS) che spesso sono gestiti a livello di volontariato, ma tuttavia si distinguono per l’elevato numero di specie selvatiche che transitano stagionalmente presso di essi.  Il loro ruolo come stazioni di monitoraggio dei patogeni, ma anche dei livelli di inquinamento ambientale è spesso sottovalutato. Per tale motivo la stretta collaborazione tra enti di Sanità Pubblica, Dipartimenti di Medicina Veterinaria e CRAS è di fondamentale importanza per avere una maggiore consapevolezza dei territori e delle loro caratteristiche di salubrità ambientale e sanitaria.