Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche

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POPOLAZIONE ANIMALE



La zootecnia marchigiana negli ultimi trent’anni ha subito una notevole cambiamento: si è assistito infatti ad un crollo della produzione bovina e ad aumento delle produzioni avicole e suinicole. Il settore avicolo attualmente si è consolidato come primo settore zootecnico in termini di consistenza e prodotto lordo vendibile, seguito dall’allevamento suino e da quello bovino.
Altra tendenza che ha caratterizzato tutti i settori zootecnici è la costante riduzione nel numero totale degli allevamenti, accompagnata da una “concentrazione” degli stessi, cioè da un aumento progressivo della consistenza.
Gli allevamenti nei quali il fenomeno della concentrazione è più evidente sono quelli avicoli, questi sono spesso allevamenti senza terra, legati ad altre realtà industriali, quali quella mangimistica, della macellazione e della trasformazione. Per quanto riguarda questo settore, in provincia di Ancona e Macerata è presente un importante polo per la produzione di carne con una azienda di notevole rilevanza, organizzata in soccide per la produzione primaria e caratterizzata da un sistema integrato che comprende incubatoio, mangimificio, allevamento, macellazione e trasformazione. La produzione suinicola marchigiana, che pesa il 5% su quella nazionale, è costituita in parte da allevamenti di dimensioni medio grandi e modalità di allevamento; questa realtà è legata con soccide a grandi gruppi di produzione e riceve da questi capi da sottoporre all’ingrasso. Per il resto si tratta di allevamenti di piccole dimensioni (30 – 40 capi) e allevamenti a gestione familiare, distribuiti su tutto il territorio regionale. Questi ultimi, pur non rappresentando un settore economico di elevata rilevanza economica, comportano un notevole impegno per i servizi veterinari dei DP, per la necessaria e costante attività di vigilanza e sorveglianza. Gli sbocchi della produzione suinicola sono la commercializzazione di carne fresca nell’Italia centrale, la produzione locale di prodotti a base di carne, la trasformazione e commercializzazione di prosciutti certificati. Il comparto bovino è caratterizzato da circa 60.000 capi che rappresentano l’1% della popolazione bovina italiana. Fiore all’occhiello di questo settore è l’allevamento della razza marchigiana, caratterizzato con la modalità cosiddetta “linea vacca-vitello”; si tratta di allevamenti di piccole o medie dimensioni, nei quali vengono allevati assieme le fattrici e i vitelli che vengono ingrassati e venduti. L’alimentazione è caratterizzata da prodotti aziendali, mentre sono poco utilizzati i mangimi industriali. Per quanto riguarda il settore di produzione del latte, sono presenti 122 allevamenti e 10.455 capi circa. La realtà produttiva frammentata, la dimensione media aziendale ridotta e le basse rese produttive, sono tra le problematiche che rendono il settore lattiero caseario regionale poco competitivo nel contesto nazionale.
Dati anagrafe 2015




 
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