Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche

Via G.Salvemini, n°1 06126 Perugia - Tel. 075 3431 - Fax. 075 35047 - C.F. e P.IVA 00150090546                                      giovedì 27 gennaio 2022 | 12:12:22

PESTE SUINA AFRICANA



La Peste Suina Africana (PSA) è una malattia virale di tipo emorragico che colpisce solo le specie animali appartenenti alla famiglia dei suidi (suini domestici e specie selvatiche).
Il virus responsabile appartiene alla famiglia Asfarviridae, genere Asfivirus, per il quale non è disponibile ad oggi alcun vaccino.
La malattia non è trasmissibile all’uomo.
La PSA è causa di ingenti perdite economiche nel comparto suinicolo, con gravi ripercussioni anche sul commercio internazionale di animali vivi e dei loro prodotti.
Il virus è in grado di diffondere attraverso il contatto diretto tra animali infetti mentre la trasmissione indiretta può avvenire a seguito di ingestione di carne e prodotti derivati provenienti da animali infetti, rifiuti alimentari, scarti di cucina, frattaglie di cinghiali infetti o tramite il contatto con oggetti contaminati dal virus come attrezzature, veicoli e abbigliamento.
La PSA è endemica in Sardegna e nelle regioni sub-sahariane del continente africano.
Nel 2007 la malattia ha fatto la sua prima comparsa nelle regioni caucasiche (Georgia, Armenia, Azerbaigian) e, successivamente, in Russia, Ucraina e Bielorussia.
Nel 2014 il virus ha raggiunto i paesi dell’Unione Europea (Lituania, Paesi Baltici, Polonia). Il fronte epidemico ha via via interessato numerosi territori tra il 2016 e il 2018 (Moldavia, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Bulgaria, Belgio, quest’ultimo raggiunto dal virus tramite un “salto” causato da attività umane).
Tra il 2019 e il 2020, Serbia, Grecia e Germania si sono uniti agli altri paesi già infetti in Europa.
Contestualmente, il virus ha raggiunto il continente asiatico (Cina, 2018) espandendosi poi nei paesi del Sud-Est asiatico (Mongolia, Filippine, Corea del Nord e del Sud, Vietnam, Cambogia, Lao, Myanmar, Timor Leste, Indonesia) e dell’Oceania (Papua Nuova Guinea). Nel 2021, anche l’America ha notificato casi di malattia (Repubblica Dominicana e Haiti).
L’ultimo paese europeo, in ordine di tempo, ad essere stato coinvolto dall’attuale ondata epidemica è proprio l’Italia, dove il primo caso di PSA è stato confermato in data 06 Gennaio 2022.
Si tratta di un cinghiale rinvenuto morto nel territorio del comune di Ovada (Alessandria). L’animale era stato sottoposto ai test previsti dal Piano Nazionale di Sorveglianza Passiva. Il sequenziamento del campione ha permesso di rilevare che lo stipite virale appartiene al genotipo II. La zona infetta immediatamente istituita ha coinvolto più di 70 comuni in un territorio a cavallo tra il Piemonte e la Liguria. La situazione è in continuo aggiornamento.

PIANO DI SORVEGLIANZA NAZIONALE 2021
L’evoluzione epidemiologica della Peste Suina Africana rappresenta un serio motivo di preoccupazione a livello planetario e l’attenzione rimane particolarmente alta in Europa. Nel 2019, l’Italia ha presentato alla Commissione Europea un nuovo Piano Nazionale di Sorveglianza sul territorio continentale e di Eradicazione in Sardegna, e ne ha ottenuto l’approvazione. Il piano è entrato in vigore il 1 Gennaio 2020.
Nel 2021 è stato emanato il Piano di Sorveglianza Nazionale per Peste Suina Africana, che presenta alcune novità rispetto al Piano 2020.




Nell’ottica di ampliare la attività di monitoraggio della malattia sul territorio nazionale, a partire dal 2018 e nel corso del 2019, il Ministero della Salute ha disposto, mediante note e circolari, diverse misure di sorveglianza per Peste Suina Africana, allo scopo di prevenire l’introduzione e l’eventuale diffusione dell’infezione sul territorio nazionale continentale.


Servizio Civile Nazionale.  Sistema Nazionale per l'accreditamento dei laboratori. 



© 2006 Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche.  All rights reserved.