Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche

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DIAGNOSI DI LABORATORIO



DIAGNOSI DI PSC

Le prove che vengono eseguite in laboratorio per la diagnosi diretta consentono, o di evidenziare gli antigeni virali negli organi e nei tessuti attraverso prove di immunofluorescenza diretta (IFD), (Fig. 1)
   
IFD su rene suino       Fig. 1 - Prova di IFD su rene suino

e ELISA Antigene (ELISA/Ag), o tendono all' isolamento virale attraverso inoculazione di colture cellulari (Fig. 2). 

Isolamento su cellule PK15    Fig. 2 - Isolamento virale su cellule PK15

Attualmente viene anche correntemente impiegata la prova della reazione a catena della polimerasi (PCR) che consente, attraverso la ricerca dell'acido nucleico del virus, una diagnosi eziologica in poche ore anche a partire da materiali mal conservati che poco si addicono all'isolamento su colture cellulari.
Nel caso di infezioni croniche o atipiche, le prove sopradescritte potrebbero risultare difficoltose.In tali circostanze e qualora la popolazione suina non fosse sottoposta a vaccinazione, la ricerca di anticorpi dal siero può costituire un valido ausilio diagnostico.
Tale ricerca viene correntemente effettuata con il metodo immunoenzimatico (ELISA) o attraverso la sieroneutralizzazione (SN), soprattutto nel caso in cui è necessario differenziare gli anticorpi nei confronti del virus della PSC da quelli verso gli altri pestivirus correlati.

INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI DI LABORATORIO

Ricerche Anticorpali

La sierologia riveste per lo più uno scarso valore diagnostico se applicata alla conferma della diagnosi di infezioni acute. Trova invece utilità per piani di sorveglianza o, su base locale, per determinare la possibilità di diffusione di infezioni atipiche o subcliniche sostenute da ceppi virali a bassa virulenza.

Ricerche Eziologiche


Le ricerche dell'agente eziologico vengono invece impiegate comunemente per fini diagnostici. A questo riguardo, una positività all'isolamento virale conduce sempre ad una diagnosi di PSC, sia che la prova venga impiegata per la conferma di una immunofluorescenza, Elisa/Antigene o PCR positiva, sia nel caso di campioni provenienti da allevamenti con sospetto di focolaio (primario o secondario). Per quanto riguarda la conferma di un sospetto di focolaio primario, una concomitante positività alla IFD e all'Elisa/Antigene, assieme a segni clinici o anatomo-patologici indicativi di PSC dovrebbe essere considerata come una diagnosi di PSC positiva. Lo stesso dicasi nel caso di concomitante positività alla IFD ed alla PCR. Invece il solo risultato positivo alla IFD, all'Elisa/Antigene o alla PCR, dovrebbe sempre trovare conferma nell'isolamento virale. Nella ipotesi di sospetto di focolaio secondario, il solo risultato positivo alla IFD, alla PCR o all'Elisa/Antigene, assieme a segni clinici o anatomo-patologici indicativi di PSC e ad un significativo legame epidemiologico con un altro focolaio di PSC già accertato, dovrebbero essere considerati come una diagnosi di PSC positiva. Se due o più tra queste prove forniscono un esito negativo nonostante la presenza di segni clinici sospetti ed un legame epidemiologico con un focolaio, l'isolamento virale dovrebbe comunque essere effettuato per la conferma della diagnosi.


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