Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche

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VACCINAZIONE



La vaccinazione è il metodo più efficace per prevenire le malattie infettive. Il primo vaccino è stato messo a punto da Edward Jenner nel 1798 per proteggere l’uomo dal vaiolo umano e successivamente, nel 1898, Louis Pasteur ha dimostrato la possibilità di attenuare in vario modo diversi microrganismi patogeni che potevano essere quindi utilizzati come vaccini, tra cui il virus fisso della rabbia.
Nel 1956 è stato isolato il virus della rinotracheite infettiva del bovino (IBR) in California (USA) e successivamente sono stati sviluppati i primi vaccini previa l’utilizzo delle colture cellulari.
Negli anni 90, con l’avvento della tecnologia del DNA ricombinante, sono stati messi a punto nuovi prodotti immunizzanti tra cui i vaccini deleti marker.

Ad oggi, si possono distinguere vaccini commerciali da quelli sperimentali e in questa trattazione prenderemo in considerazione solo i primi:

1) Vaccini inattivati o spenti

Sono costituiti da virus intero a cui è stata eliminata mediante inattivazione fisico-chimica la virulenza, perdendo così la capacità di replicarsi e conservando intatte le proteine strutturali responsabili del potere immunogeno. Sono adsorbiti ad adiuvanti (idrossido di alluminio) che concentrano l’antigene, e sono associati ad oli minerali che ne potenziano l’immunogenicità. Sono stati usati per decenni e considerati innocui, in quanto inducono immunità senza rischi di infezione. Gli stessi possono essere somministrati a soggetti di qualsiasi età e necessitano di un richiamo semestrale, poiché la risposta immunitaria evocata è principalmente di tipo umorale e generalmente la durata della stessa è più breve rispetto ai vaccini vivi attenuati.
La loro efficacia dipende dalla dose vaccinale, dai protocolli adottati e dalle sostanze adiuvanti che vengono aggiunte al virus inattivato. Non determinano latenza virale e non causano aborti. Tra i prodotti inattivati si possono distinguere vaccini tradizionali non deleti marker, gE negativi (gE-), e prodotti inattivati deleti marker gE-.

2) Vaccini attivi attenuati.

Sono costituiti da virus il cui potere patogeno è stato ridotto, determinando la formazione di virus con mutazioni o delezioni di geni responsabili della replicazione in vitro. La somministrazione di questa tipologia di vaccini determina una scarsa infezione che contemporaneamente stimola l’immunità umorale e cellulo-mediata, senza però provocare malattia. Questo tipo di vaccinazione è molto efficace in quanto simula l’infezione naturale, tuttavia può indurre latenza virale e/o immunosoppressione.

3) Vaccinali deleti marker

Sono caratterizzati dalla delezione (eliminazione) di uno o più geni che codificano per una o più glicoproteine non essenziali, che non altera la produzione di virioni sia in vitro sia in vivo. Diversi studi hanno dimostrato che la rimozione delle glicoproteine E (gE-), G (gG-), I (gI) e E/I (gE-/gI-) riduce la virulenza del virus vaccinale e la delezione della gE, della gI e del gE/gI non determina l’escrezione virale. Dato che la gE produce una buona risposta anticorpale, la stessa è stata selezionata per la produzione di vaccini deleti marker gE-. La maggior parte degli stipiti virali selvaggi, inoltre, ha una scarsa variabilità genetica e antigenica nei confronti della gE. Tale proprietà conferma la suscettibilità di questa glicoproteina ad essere utilizzata come marker. La gE forma un eterodimero con la glicoproteina I (gI) e il complesso gE/gI costituisce un recettore Fc il quale è implicato nella distruzione delle difese immunitarie dell’ospite. Tale glicoproteina, inoltre, favorisce il passaggio del virus da una cellula all’altra ed è un fattore importante per la neuroinvasività (trasporto assonale anterogrado).
Diversi test sierologici sono stati sviluppati utilizzando la gE, tutti basati su metodiche immunoenzimatiche ELISA (competitive e/o blocking). Tali test di laboratorio sono capaci di discriminare gli animali vaccinati con prodotti marker da quelli che sono stati infettati dal virus selvaggio o immunizzati con prodotti non marker. I soggetti vaccinati con prodotti marker non sviluppano anticorpi nei confronti della gE, mentre negli animali infetti e/o vaccinati con prodotti non marker si rilevano anticorpi nei confronti della gE.
Da alcuni anni, è disponibile in commercio un nuovo prodotto vaccinale con una doppia delezione dei geni che codificano per la gE e per l'enzima timidino-chinasi (tk). Questo vaccino è stato sprovvisto dell’enzima tk in virtù del fatto che lo stesso è responsabile del neurotropismo virale; viene così ridotto il rischio della latenza e riattivazione virale.

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